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Camping Classe FKK a Lido di Dante: la mia esperienza senza filtri

Cancello della zona FKK che si apre su un campeggio immerso nella pineta, illuminato da luci neon rosa e azzurre.

 Mie splendide Dee e miei prodi Cavalieri,

Dopo la mia prima esperienza a Lido di Dante che vi ho già parlato meglio qui, sentivo che mi mancava ancora qualcosa: provare il celebre campeggio naturista di cui avevo tanto sentito parlare.

Non essendo propriamente economico, ho deciso di trascorrervi soltanto gli ultimi cinque giorni della mia vacanza. Pensavo che sarebbero stati sufficienti per soddisfare la mia curiosità. Non immaginavo che, in così poco tempo, avrei vissuto un piccolo uragano di emozioni.

Il Camping Classe è diviso in due parti. La prima è quella tessile: un normalissimo campeggio nel quale si rimane vestiti. In fondo si trova invece un grande cancello elettrico che separa il campeggio tradizionale dalla zona FKK, riservata al naturismo.

Ed è proprio davanti a quel cancello che è cominciata la mia avventura.

Il cancello di Jurassic Park

Sono arrivata in mattinata con il camper e ricordo ancora la leggera agitazione provata mentre attraversavo tutta la zona tessile.

Quando mi sono ritrovata davanti al grande cancello elettrico della zona FKK, ho avuto una sensazione assurda: mi sembrava di essere tornata bambina, alla prima volta in cui vidi Jurassic Park al cinema.

Il cancello stava per aprirsi e io non sapevo esattamente che cosa avrei trovato dall’altra parte. Sapevo soltanto che, in qualche modo, sarebbe stato qualcosa di stupefacente.

Una volta entrata, però, l’atmosfera era sorprendentemente calma. Era mattina e il campeggio sembrava ancora assonnato. Ho cercato una piazzola per il camper vicino a una colonnina della corrente, ho parcheggiato e finalmente mi sono spogliata.

Il mio ingresso nel mondo FKK era ufficialmente iniziato.

La prima doccia e un codice non scritto

La prima cosa che ho fatto è stata andare alle docce.

Erano disposte in fila, ciascuna con la propria porta, e davanti si trovavano diversi specchi. Apparentemente erano docce normalissime, ma già sapevo che anche lì esisteva una specie di codice non scritto.

Chi voleva semplicemente lavarsi chiudeva la porta. Chi invece era disponibile a fare nuove “amicizie” poteva lasciarla aperta. Gli specchi facevano il resto: ci si osservava attraverso i riflessi, nasceva un’intesa e, qualche volta, una persona entrava da sola e finiva la doccia in compagnia.

Quella mattina lasciai la porta aperta, ma non si presentò nessuno. Mi lavai tranquillamente e tornai al camper.

Avrei avuto modo di scoprire in seguito che anche le docce potevano diventare particolarmente peccaminose.

Un campeggio naturista sorprendentemente normale

Prima di rilassarmi, feci un giro per capire come fosse organizzato il campeggio: le utenze, i bagni, la zona per lavare le stoviglie e il punto nel quale gettare l’immondizia.

Il primo impatto fu quasi straniante per la sua normalità.

Nonostante tutte le fantasie che mi ero fatta, rimaneva pur sempre un campeggio: persone intente a sistemare le piazzole, preparare da mangiare, fare la doccia o godersi una tranquilla giornata di vacanza. L’unica differenza evidente era che qui tutto avveniva senza vestiti.

Dopo avere sistemato le cose essenziali, decisi di andare al mare.

La spiaggia naturista della Bassona è praticamente attaccata al campeggio. Basta uscire dalla zona del bar, imboccare un piccolo sentiero nella pineta e, dopo circa cinque minuti, ci si ritrova sulla spiaggia.

Una posizione davvero comodissima per chi desidera alternare la vita del campeggio alle giornate al mare.

In piscina fare amicizia è stato facilissimo

La vera vita sociale del campeggio, almeno durante la mia permanenza, l’ho scoperta in piscina.

Le persone si erano distribuite in maniera spontanea: da un lato si era formato soprattutto un gruppo di ragazzi gay, mentre dall’altro si ritrovavano prevalentemente le coppie. Non si trattava di una divisione stabilita dal campeggio, ma di gruppi nati naturalmente.

Non essendo en femme, mi sono avvicinata alla parte frequentata dai ragazzi gay.

Tra musica, cocktail, sguardi maliziosi, abbracci e baci in acqua, fare amicizia è stato incredibilmente facile. Nessuna delle difficoltà che spesso si incontrano fuori, nessuna lunga fase di studio reciproco: le persone sembravano semplicemente più aperte e disponibili a conoscersi.

Tutto avvenne con una naturalezza tale che, quella stessa sera, mi ritrovai seduta a una tavolata con circa dodici persone, tra cibo, risate e battute.

Mi sembrava di essere finita dentro Dirty Dancing, naturalmente in una versione decisamente più trasgressiva.

Il party serale: pura seduzione

Dopo cena ci si spostava nuovamente in piscina, dove iniziava il party serale.

Il DJ metteva musica, si bevevano cocktail e si ballava fino all’una di notte. Nella zona della piscina non accadeva nulla di esplicito, ma la tensione erotica saliva alle stelle.

Corpi nudi che ballavano, sguardi che diventavano sempre più insistenti, abbracci, mani che si cercavano e baci scambiati in acqua: non era ancora il momento dell’azione, ma quello della seduzione.

Ed era forse proprio l’attesa a rendere tutto così eccitante.

Il naturismo non è necessariamente legato alla sessualità ed è importante precisarlo. In quel campeggio, però, almeno durante la mia esperienza, il desiderio era chiaramente presente. Si respirava nell’aria e si percepiva nei piccoli gesti, pur senza trasformare le zone comuni in luoghi nei quali tutto fosse permesso.

Il falò e le promesse della notte

Quando il party terminava, veniva acceso un falò.

Ci si sedeva tutti intorno al fuoco e l’atmosfera cambiava completamente. Dopo la musica e il caos della piscina arrivava un momento più lento, intimo e quasi sospeso.

Ed era proprio davanti al falò che si iniziava a capire che cosa sarebbe successo dopo.

Si formavano nuove coppie e piccoli gruppi. Le persone si osservavano, si avvicinavano e, poco alla volta, si alzavano e sparivano nella notte. Non servivano grandi discorsi o inviti plateali: spesso bastavano uno sguardo, un gesto o un’intesa nata durante la giornata.

Il falò sembrava una sorta di sala d’attesa della notte, nella quale tutte le promesse costruite in piscina iniziavano finalmente a trovare una direzione.

Gruppo di satiri che festeggia nella pineta durante un baccanale notturno, tra luci neon rosa e azzurre.


Il lato più trasgressivo del campeggio

Nella parte più lontana del campeggio si trovavano tende, camper e una piccola zona di pineta.

Ed era soprattutto lì che, alcune notti, potevano nascere quelli che riesco a definire soltanto come veri e propri baccanali.

Non si trattava di attività organizzate dal campeggio, ma di incontri spontanei tra ospiti adulti e consenzienti. Gruppi anche molto numerosi potevano formarsi apparentemente dal nulla, come un focolaio di corpi al quale ciascuno era libero di avvicinarsi oppure dal quale poteva allontanarsi in qualsiasi momento.

Ho visto anche coppie esibizioniste divertirsi all’interno del proprio spazio sapendo di essere osservate dalle persone rimaste fuori. Chi guardava non aveva bisogno di intervenire: per quelle coppie, essere al centro dell’attenzione faceva già parte del gioco.

La trasgressione era molto più esplicita rispetto a quella respirata in piscina, ma non era inevitabile. Bisognava cercarla, seguirne i segnali o trovarsi nella zona giusta al momento giusto.

Se non eri interessato, potevi tranquillamente rimanere nel tuo spazio senza che nessuno venisse a disturbarti.

La mia prima notte

Dopo il falò della prima sera sono tornata nel mio camper. Ho lasciato la porta aperta e mi sono messa a guardare Netflix.

A un certo punto ho notato un bel ragazzo, altissimo, che si aggirava lì fuori. Con un semplice cenno gli ho fatto capire che, se voleva, poteva entrare.

È rimasto con me per ore.

Non servono dettagli più espliciti: posso soltanto dire che la mia prima notte al Camping Classe FKK mantenne decisamente le promesse costruite durante la giornata.

Il giorno successivo mi sono invece ritrovata dentro uno di quei baccanali molto numerosi. All’inizio mi sono lasciata trascinare dall’energia del momento, ma dopo un po’ ho capito che, per i miei gusti, stava diventando decisamente “too much”.

Mi sono quindi staccata dal gruppo e sono tornata tranquillamente nel mio giaciglio a quattro ruote.

Nessuno ha insistito o si è preoccupato della mia decisione. Tutti erano molto concentrati su loro stessi e quel focolaio di corpi continuava a cambiare forma: ci si poteva unire oppure allontanare liberamente, senza pressioni.

Tenda da campeggio rosa con vestiti lasciati all’esterno e un cartello ironico, in una pineta illuminata da luci neon.


Si può andare al campeggio FKK in crossdressing?

Durante la mia permanenza non ero en femme, ma ho visto anche qualche ragazzo femminile e non ho percepito un ambiente ostile verso chi esprime il proprio genere in maniera meno tradizionale.

Secondo me frequentare il campeggio in crossdressing sarebbe assolutamente possibile.

Naturalmente cambierebbe anche il tipo di persone interessate ad avvicinarsi. Una crossdresser potrebbe attirare soprattutto un pubblico bisessuale, curioso o sessualmente più fluido, invece del classico pubblico gay.

Il campeggio mi è sembrato comunque un grande arcobaleno di persone: ragazzi gay, coppie libertine, single, persone curiose e adulti con corpi, età e desideri differenti.

E comunque una sorellina che conosco che era in vacanza a Ravenna mi ha detto che capitava spesso che ragazzi del campeggio uscissero per andarla a trovare nel suo B&b, quindi anche se io non ho provato l’esperienza le possibilità per noi ci sono eccome ;). O comunque nella vicina Ravenna si può fare anche qualche serata al Club Timida che ve ne ho parlato in questo mio precedente articolo.

Come sono i servizi?

I servizi del campeggio sono abbastanza essenziali, ma durante la mia permanenza li ho trovati puliti.

Anche la piscina era ben tenuta e pulita. Al bar e nei ristoranti ho mangiato e bevuto bene, anche se i prezzi mi sono sembrati un po’ alti.

Il campeggio non va quindi scelto pensando di trovare una struttura lussuosa. Il suo vero valore, almeno per me, sta nell’atmosfera, nella vicinanza alla spiaggia naturista e soprattutto nella facilità con cui si entra in contatto con le altre persone.

È possibile andarci soltanto per il naturismo?

Assolutamente sì.

La componente erotica è molto presente e sarebbe falso negarlo, ma le avventure non cadono dal cielo. Bisogna almeno mostrare interesse, frequentare determinate zone o rispondere ai segnali degli altri.

Chi desidera semplicemente prendere il sole, stare nudo in piscina, andare al mare e vivere tranquillamente la propria vacanza può farlo senza problemi. Le situazioni più trasgressive rimangono facilmente evitabili e nessuno è obbligato a partecipare.

Libertà significa anche poter dire di no, allontanarsi o rimanere nel proprio spazio.

Tornerei al Camping Classe FKK?

Ci tornerei al volo.

E non soltanto per la parte erotica, nonostante sia stata molto presente. In cinque giorni ho conosciuto persone bellissime e mi sono sentita come se fossi tornata ad avere diciott’anni.

Ho ritrovato quella sensazione tipica delle vacanze che sembravano non finire mai: i gruppi nati dal nulla, le cene tutti insieme, le risate, i flirt, gli amori estivi, le gelosie e quell’agitazione meravigliosa provocata dal non sapere che cosa sarebbe successo la sera successiva.

È stato un uragano di emozioni contrastanti, ma bellissime.

Consiglierei il Camping Classe FKK soprattutto a chi ama conoscere persone nuove, vivere il proprio corpo liberamente e aggiungere alla vacanza un pizzico o magari qualcosa in più di trasgressione.

Entrate senza aspettarvi che tutto accada automaticamente, ma anche senza pensare di avere già capito che cosa troverete oltre quel cancello.

Proprio come in Jurassic Park, la parte più emozionante è vederlo aprirsi.

Entra nel mio mondo segreto🤫

Un bacino dove volete dalla vostra Nicole💋








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